Politica

Italianialondra.com è il più grande social network di italiani in UK

italianialondra.com

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Gli oltre 25.000 utenti registrati fanno di italianiaLondra.com il più grande social network per gli italiani nel Regno Unito. Il portale online dal 2003 e’ detentore di una vera e propria leadership, millantata e sognata da tanti siti concorrenti.
Una media 2.200 visitatori al giorno sceglie il sito per conoscere altri italiani che vivono a Londra e nel resto della Gran Bretagna, comunicare con loro, condividere esperienze e organizzare eventi insieme, saperne di più su come trovare lavoro e casa in Gran Bretagna direttamente dagli italiani che ci vivono.
L’ideatore di italiani a Londra e’ Giuseppe Marra, alias BEPPUZ su facebook, un “cervello in fuga” ma con il cuore nel bel paese.
Italianialondra e’ come una citta’ virtuale, un modo per restare in contatto con la cultura italiana anche se si e’ lontano dall’Italia, acquistare prodotti italiani nella capitale e nel resto dell’Inghilterra o mettersi in contatto con i medici Italiani che risiedono in Gran Bretagna.
Molto apprezzata anche italianialondra.biz la prima directory online gratis per le imprese italiane nel Regno Unito.
Il sito ultimamente si e’ arricchito di rubriche che riguardano gli eventi piu’ popolari che si svolgono in citta’ e rubriche di interesse per gli italiani che risiedono a Londra ormai da tanti anni.
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Sciopero della metropolitana londinese

metropolitana Londra

metropolitana Londra

Lo sciopero di 24 ore del personale della metropolita londinese e’ partito ieri alle 17, provocando gradi disagi per milioni di pendolari. Ma Boris Johnson il sindaco di Londra ha annunciato un piano di emergenza con l’aumento dei mezzi alternativi: 100 autobus extra, vari taxi e più viaggi dei battelli sul Tamigi ed inoltre volontari per fornire mappe e informazioni utili agli oltre tre milioni di cittadini a piedi. Lo sciopero e’ stato indetto dai sindacati della metropolitana di Londra (Transport Salaried Staffs Association) per protesta contro la soppressione di 800 posti di lavoro. Il primo cittadino della City afferma che si tratta di una iniziativa motivata politicamente “Vogliono creare disagi senza una ragione valida”.
Foto: wordpress

David Cameron è il nuovo premier britannico

David Cameron

David Cameron

Il leader conservatore britannico David Cameron, quarantatre anni, è il nuovo premier britannico, ha risposto “sì” alla richiesta della Regina Elisabetta di formare il nuovo governo. Dopo aver lasciato Buckingham Palace e prima di entrare al numero 10 di Downing Street, accompagnato dalla moglie Samantha in stato interessante, il Primo Ministro ha voluto “ringraziare Gordon Brown per il servizio che ha reso al Paese”.
I principali obiettivi del suo governo, ha detto Cameron sono, “ricostruire la famiglia, ricostruire le comunità, ricostruire la responsabilità”.
Finita l’era di Brown e l’era lunghissima del governo del New Labour, dopo tre mandati Gordon Brown ha dichiarato “auguro ogni bene al prossimo primo ministro per le importanti scelte del futuro”. Downing Street ha poi comunicato che il leader del Partito liberaldemocratico Nick Clegg sarà vice primo ministro.
Foto: longhairedcynic

Erutta vulcano in Islanda, disagi anche negli aeroporti londinesi

Eruzione

Eruzione

A Londra, primo scalo del mondo come numero di passeggeri, ancora disagi al traffico aereo provocati dalla nuvola di cenere dovuta all’eruzione del vulcano sul ghiacciaio Eyjafallajokull in Islanda. Secondo quanto annunciato dal servizio di controllo aereo britannico Nats molti voli sono stati cancellati dagli aeroporti londinesi di Heathrow e Gatwick (rispettivamente, cancellati 150 e 108 voli) e voli sospesi anche nella Scozia settentrionale, questa mattina il blocco riguarda anche il nord della Svezia dopo lo stop ai voli in Norvegia e in Scozia. Il traffico aereo è paralizzato in tutti i 5 aeroporti londinesi. Oltre ai rischi legati alla scarsa visibilità, c’è anche la possibilità che le ceneri danneggino i reattori degli aerei. Il danno stimato per il settore ambientale ed economico e’ ingente.

Il miliardario russo Lebedev acquista il quotidiano The Indipendent

 	Alexander Lebedev

Alexander Lebedev

Il miliardario russo Alexander Lebedev, ex-agente del Kgb, ha acquistato il quotidiano inglese The Independent e il settimanale Independent on Sunday, per una cifra simbolica di una sterlina, l’operazione sarà conclusa entro maggio. Nel 1989 l’ Independent vendeva 400mila copie, ora intorno alle 183mile copie, l’imprenditore si è fatto carico dei debiti ed ha dichiarato «investo in giornali che sono indipendenti e pubblicano la verità. Sono un sostenitore del giornalismo investigativo e delle campagne che promuovono la trasparenza e combattono la corruzione internazionale. Tutte cose che l’Independent ha sempre fatto bene e che spero continui a fare. Voglio garantire che lo spirito del giornalismo indipendente e libero continui a rafforzarsi». Secondo il Times, Lebedev sarebbe già pronto a ridurre il prezzo dell’Independent per fare concorrenza agli avversari.

Londra: conferenza internazionale sull’Afghanistan

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Ieri tramite un comunicato stampa i talebani avevano diffuso la notizia dell’ inutilita’ della conferenza internazionale a Londra sull’Afghanistan ”Ci sono state conferenze simili in passato, nessuna ha risolto i problemi dell’Afghanistan: sara’ lo stesso per questa di Londra”, per loro l’unica soluzione sarebbe l’immediata partenza di tutte le truppe di occupazione. Oggi la conferenza ha sostenuto il governo di Kabul nella lotta ai talebani, entro cinque anni le forze di sicurezza afgane dovrebbero prendere il controllo anche delle aree del paese oggi meno sicure, ma ha anche individuato le linee di un processo politico per portare alla pacificazione, con la riconciliazione e la reintegrazione dei talebani moderati e il sostegno dei paesi vicini alla comunita’ internazionale. Quarantatre nazioni in tutto tra gli invitati, i Ministri degli Esteri dei Paesi che contribuiscono all’Isaf, tra cui il Segretario di Stato Usa Hillary Clinton, e rappresentanti dei Paesi della regione e di Ue, Banca Mondiale e Nato.
Foto: Ansa

Shoah il giorno della memoria, eventi a Londra

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Oggi 27 gennaio in tutto il mondo, si celebra il sessantacinquesimo anniversario della liberazione dei prigionieri nei campi di sterminio nazista. La citta’ di Londra in commemorazione delle vittime e dei superstiti della Shoah, il genocidio compiuto dalla Germania nazista nei confronti di tutte quelle persone ed etnie ritenute “inferiori”, propone vari eventi che comprendono concerti musicali, proiezioni di film, produzioni teatrali, mostre di arte, convegni sul tema. Imperial War Museum testimonia contro l’ ingiustizia e la violenza avvenuta ad Auschwich, proponendo una serie di eventi sia nei giorni che precedono la Memoria come pure i giorni seguenti, ovvero dal 24 gennaio al 31 gennaio, molto interessante la mostra d’arte del museo della guerra, l’ ingresso e’ gratuito ma non raccomandato ai bambini di età inferiore ai 14 anni. Un esibizione importante su Anna Frank anche a Westminster. A Camden Town Hall in collaborazione con il museo ebreo ci sara’ una testimonianza di un superstite sulla vita e la morte nei campi nazisti.
Per maggiori informazioni sugli eventi a Londra: http://www.hmd.org.uk/events/find/london

“Per la salvaguardia del pianeta, non c’e’ un piano B” ammonisce G. Brown

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Oggi il Primo Ministro inglese Gordon Brown, rivolgendosi ai rappresentanti di 17 paesi durante il Major Economies Forum riunito a Londra per un colloquio che anticipa la 64esima Assemblea generale delle Nazioni Unite, ha parlato di catastrofe per il pianeta se non si effettueranno drastiche misure per prevenire il riscaldamento globale. Ma con poco piu’ di 50 giorni che separano dalla conferenza internazionale di Copenaghen, Brown e’ preoccupato che i paesi industrializzati non stiano realizzando i progressi abbastanza rapidamente per raggiungere l’accordo internazionale, di qui al 2012 il nostro Paese dovrebbe ridurre del 13% le emissioni di gas serra per aiutare i paesi più poveri a fare fronte all’impatto di mutamento climatico. “Per la salvaguardia del pianeta, non c’e’ un piano B” ammonisce G. Brown. Nella speranza che l’impegno propositivo del leader inglese faccia proseliti, verranno proiettate davanti ai rappresentanti dei 192 Paesi invitati al summit Onu, immagini shock sugli scenari apocalittici dell’effetto serra.